Linee 2

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Vittorio Asteriti
Linee 2
2026
Marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g
15 x 21 cm
Mazzacana Gallery

Description

«Nel progetto dell’artista Asteriti, le Geometrie sono proprio dotate di sensibilità nella loro semplicità: la sua pittura geometrica di linee è davvero nell’arte contemporanea italiana e internazionale, nel solco di Mondrian e Rothko, di Sol Lewitt e Daniel Buren, artisti di opere astratte tra l’arte concettuale e il minimalismo, con utilizzo delle linee di colore come elemento fondamentale.

Le pitture di olio di Asteriti sono “Declinazioni Cromatiche”, come recitava un suo progetto espositivo, testimonianza dell’importanza del colore nell’Arte Contemporanea. Ed ancora, il colore di Asteriti porta l’osservatore “Oltre la linea”, secondo un altro suo progetto espositivo.

Nella produzione pittorica, l’artista supera le forme con le sue geometrie di linee affiancate, in cui proprio il colore con il suo alternarsi diviene protagonista, linguaggio minimale ed essenziale come le linee.

Il minimalismo è uno stile di arte, di pensiero, di vita globale: una filosofia di vita che libera l’individuo dalle complessità e lo incentra sulle qualità essenziali, su ciò che è fondamento della quotidianità. In arte, il minimalismo riflette sulla semplicità e ricchezza dello spazio assoluto, sulla ripetizione dell’oggetto in uno spazio che si dilata e in un tempo che scorre, sollecitando nell’osservatore la percezione diretta di spazio tempo ed oggetto.

Asteriti sviluppa la sua ricerca artistica minimale nella sintesi tra linea e colore, quasi tra materia e spirito, una ricerca espressa nelle alternanze di linea e colore, con anche alternanze di luminosità e intensità, che invitano l’osservatore quasi ad immergersi e perdersi nello spazio compositivo della tela, uno spazio che si dilata, come Yves Klein invitava l’osservatore ad impregnarsi nel Blu assoluto dei suoi monocromi.

Le opere Linee dunque sono un’indagine sulle ampie possibilità espressive del minimalismo geometrico della successione cromatica, priva di componenti figurative o di racconto, ma davvero ricche di significato.

La produzione di Asteriti ricorda infatti la “teoria della linea” di Platone (esposta in Repubblica, Libro VI): una rappresentazione metaforica dei gradi della conoscenza, divisa tra il mondo sensibile (il mondo della opinione/doxa) e quello intelligibile (il mondo della scienza/episteme).

La linea in Platone rappresenta una scala ascendente dal visibile al puro pensiero. La linea indica perciò il passaggio dalla conoscenza imperfetta (delle immagini, degli oggetti) alla conoscenza vera (dei concetti matematici, della dialettica).

Al Mondo Sensibile (opinione) appartengono eikasía (immaginazione/ombre) e pístis (credenza/cose sensibili).

Al Mondo Intelligibile (scienza) appartengono diánoia (ragionamento matematico) e nóesis (intellezione/dialettica).

Così quelle linee dell’arte di Asteriti indicano e conducono lungo la via della conoscenza intelligibile, matematica, astratta e universale, come lo zen del vuoto indica la via per l’assoluto.

Una fitta sequenza di linee verticali, di larghezza e colore variabile, occupano interamente lo spazio delle superfici delle tele, allineate in modo rigoroso, matematico, senza interruzione del bordo superiore o inferiore. L’osservatore è invitato a seguire il movimento verticale e l’alternanza del ritmo cromatico. La disposizione non presenta simmetrie o programmate gradazioni tonali, ma una successione casuale però con una distribuzione equilibrata di intensità, saturazione, luminosità. L’effetto ottico complessivo è quello di un tessuto policromo denso, di una simultanea leggibilità di tutte le linee. Ad una visione di dettaglio, attenta e meditata, appaiono soffici variazioni nella stesura dell’olio e un contrasto tra i colori subordinato alla regolarità formale delle linee, aggiungendo profondità per la fruizione dell’osservatore. La successione delle linee evoca l’elemento tempo, come successione di istanti. Ogni striscia si presenta come una unità di colore ed una unità temporale autonoma, in relazione alle altre. L’ assenza di un punto focale centrale o di una prospettiva sposta l’attenzione proprio su questo processo olistico di successione fisica e temporale, e sulla durata della visione unitaria e d’insieme, sottolineando la dimensione anche temporale dell’atto percettivo.

L’ opera sollecita perciò un coinvolgimento attivo dello spettatore che, da vicino o lontano modifica le condizioni di lettura cromatica. Da vicino emerge il dettaglio delle linee delle opere, da lontano si presenta la vibrazione ottica d’insieme della pittura, con l’alternarsi dei colori.

A dimostrazione della ricchezza di sollecitazioni dell’arte minimale come quella di Asteriti, come la ricchezza del vuoto Zen dell’Oriente.»

Coordinamento scientifico e testo critico di Greta Alberta Tirloni.

Additional information

Autore

Vittorio Asteriti

Anno

2026

Tecnica

Markers su Carta

Dimensioni

15 x 21 cm