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ALTRALINEA – Mostra collettiva

Mazzacana Gallery è lieta di collaborare con la Galleria Contempo di Pergine Valsugana (Trento) e di annunciare ALTRALINEA, la mostra collettiva del movimento artistico. L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 14 novembre alle ore 18:30 con la presentazione dell’omonimo catalogo, e sarà visitabile fino a venerdì 11 dicembre 2026, con ingresso libero.

ALTRALINEA sarà ospitata negli spazi della Galleria Contempo: un progetto intrigante, realizzato con il coordinamento scientifico della critica d’arte romana Greta Alberta Tirloni, che presenta 13 opere di 13 artisti italiani i quali attraverso la pittura, il disegno, la scultura e una installazione luminosa presentano l’obiettivo comune di condividere la loro indagine sulla linea con un linguaggio artistico contemporaneo.

Gli artisti del movimento in mostra:

Vittorio Asteriti (Roma), Daniele Bacci (Lucca), Luigi Battisti (Roma), Manuela Bedeschi (Verona), Tiziano Bellomi (Verona), Paolo di Capua (Roma), Vincenzo Frattini (Torino), Salvatore Manzi (Napoli), Rolando Tessadri (Trento), Martino Lorenzon (Udine), Lorenzo Taini (Milano), Paolo Vivian (Pergine Valsugana (Trento), Giulio Zanet (Correggio, Reggio Emilia).

Galleria Contempo, Via Tomaso Maier, 48/A, 38057 Pergine Valsugana (Trento)

Clicca per leggere il testo critico di Greta Alberta Tirloni.


Come noto, dalle geometrie di Mondrian al futurismo e alla metafisica, fino alla smaterializzazione e al vuoto, al minimalismo e al concettualismo, si afferma sempre più nell’arte contemporanea il pensiero, il ragionamento, appunto il concetto cioè la teoria dell’opera. Il progetto prima della realizzazione, il significato ed il messaggio prima del senso e del mostrarsi. Ciò richiama anche i temi dello zen, del vuoto, della semplificazione, della calligrafia e del teatro giapponese, delle filosofie e religioni dell’oriente, che hanno influenzato e influenzano l’arte e la creatività contemporanea. Tutte riflessioni, temi, esperienze che si ritrovano negli artisti che lavorano sul ed intorno al tema della linea, mostrando la ampia diversificazione creativa possibile su un tema all’apparenza semplice.
Un’altra considerazione emerge dal lavoro degli artisti: la supplenza a quello che oggi sembra assente nel panorama artistico, cioè il lavoro corale, un movimento, un insieme pur composito di artisti che portano avanti una ricerca intorno ad un tema un asse condiviso, ricerca che contribuisce a definire il confine di uno spazio, un campo di indagine ben definito.
Un movimento che si identifica in un gruppo di artisti con dei principi comuni, con la voglia di comunicare la risolutezza e la volontà di continuare quella ricerca, per promuovere una idea aggregante e comune, che peraltro individualmente già da tempo portano avanti come ricerca personale: un movimento di fatto, ora con solo la volontà di riunire, di far emergere esplicitamente il gruppo, di affermare il movimento con i suoi intenti e le sue finalità, con il suo manifesto.

Per maggiori informazioni:

Galleria Contempo: dorabulart@gmail.com | http://www.galleriacontempo.com

Mazzacana Gallery: mazzacanagallery@gmail.com | https://www.mazzacana.it/

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La linea della pittura contemporanea – Mostra collettiva

La mostra collettiva La linea della pittura contemporanea merita una presentazione e una promozione importante: ospitata da Mazzacana Gallery con un sito che pubblicizza l’evento, lo Spazio Bedeschi in collaborazione con Mazzacana Gallery presentano la mostra collettiva, con un concept incentrato proprio sul tema della Linea, come interpretato nella pittura di molti artisti che si presentano di fatto come un movimento con asse di riflessione proprio il tema della linea.

Gli artisti invitati con una singola opera alla mostra collettiva “La linea nella pittura contemporanea” sono Vittorio Asteriti, Daniele Bacci, Luigi Battisti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Paolo di Capua, Vincenzo Frattini, Rolando Tessadri, Martino Lorenzon, Lorenzo Taini, Giulio Zanet.

L’inaugurazione della mostra è prevista il 10 ottobre alle ore 17 e sarà aperta fino al 7 novembre, con il coordinamento scientifico di Greta Alberta Tirloni e pubblicazione di un catalogo della stessa mostra.

Come noto, dalle geometrie di Mondrian al futurismo e alla metafisica, fino alla smaterializzazione e al vuoto, al minimalismo e al concettualismo, si afferma sempre più nell’arte contemporanea il pensiero, il ragionamento, appunto il concetto cioè la teoria dell’opera. Il progetto prima della realizzazione, il significato ed il messaggio prima del senso e del mostrarsi. Ciò richiama anche i temi dello zen, del vuoto, della semplificazione, della calligrafia e del teatro giapponese, delle filosofie e religioni dell’oriente, che hanno influenzato e influenzano l’arte e la creatività contemporanea.

Tutte riflessioni, temi, esperienze che si ritrovano negli artisti che lavorano sul ed intorno al tema della linea, mostrando la ampia diversificazione creativa possibile su un tema all’apparenza semplice.

Un’altra considerazione emerge dal lavoro degli artisti: la supplenza a quello che oggi sembra assente nel panorama artistico, cioè il lavoro corale, un movimento, un insieme pur composito di artisti che portano avanti una ricerca intorno ad un tema un asse condiviso, ricerca che contribuisce a definire il confine di uno spazio, un campo di indagine ben definito.

Un movimento che si identifica in un gruppo di artisti con dei principi comuni, con la voglia di comunicare la risolutezza e la volontà di continuare quella ricerca, per promuovere una idea aggregante e comune, che peraltro individualmente già da tempo portano avanti come ricerca personale: un movimento di fatto, ora con solo la volontà di riunire, di far emergere esplicitamente il gruppo, di affermare il movimento con i suoi intenti e le sue finalità, con il suo manifesto.

Secondo le migliori tradizioni della storia dell’arte contemporanea in Italia: ad esempio dal futurismo alla scuola di via Cavour, dai cenacoli di Piazza del Popolo-Roma, di ristorante all’Angelo-Venezia e di Bar Jamaica-Milano, fino all’Arte Povera e alla Transavanguardia, ed anche in riferimento alla definizione di Menna de La linea analitica dell’arte moderna, anche in Italia.

Spazio Bedeschi: via del Bersagliere 8/E, 37123, Verona.
Per maggiori informazioni: mazzacanagallery@gmail.com

Il catalogo della mostra collettiva

Il catalogo della mostra è disponibile per il download gratuito. Inoltre, gli interessati possono acquistare la versione fisica direttamente dal sito dell’editore.

La proposta presentata nella mostra “La linea della pittura contemporanea” si autodefinisce come una vera e propria dichiarazione di movimento. Gli artisti coinvolti scelgono infatti di presentarsi collettivamente con l’intento di tracciare le linee guida di una nuova sensibilità o “corrente” pittorica attuale.

I dettagli emersi sul concept teorico e sulle notizie stampa delineano i punti cardine di questa iniziativa: e l’Asse di Riflessione: La Linea come Movimento.

Il perno attorno a cui ruota il collettivo è la smaterializzazione e la concettualizzazione del segno grafico all’interno dello spazio pittorico. Storicamente legata alle geometrie di Mondrian, alle dinamiche del Futurismo o al Minimalismo, in questa nuova declinazione la linea diviene il nucleo identitario di un gruppo coeso di autori. Ciascun artista partecipa al manifesto visivo con un’unica opera emblematica, concepita per dialogare e fare asse comune sul pensiero grafico e spaziale.

La solidità di questa “nuova corrente” è supportata dal coordinamento scientifico e critico di Greta Alberta Tirloni, che ha curato la struttura concettuale della mostra e i testi critici racchiusi all’interno del catalogo ufficiale. Il volume serve da vero e proprio compendio teorico per comprendere la traiettoria e le sfumature della linea cosi come concepite dai diversi firmatari della mostra.

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Vittorio Asteriti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Piero Chiariello, Meri Tancredi – Mostra Collettiva

Mazzacana Gallery, in occasione della diciannovesima Giornata del Contemporaneo, è lieta di collaborare con Spazio Bedeschi e di presentare la mostra collettiva degli artisti Vittorio Asteriti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Piero Chiariello, Meri Tancredi, a cura di Simone Azzoni.

L’inaugurazione della mostra collettiva si terrà sabato 7 ottobre alle ore 17:00 nelle sale espositive di Spazio Bedeschi, “uno studio d’artista che ospita l’arte”, in via del Bersagliere 8E (Verona) e sarà visitabile fino al 15 ottobre, dalle ore 15:00 alle 19:00.

Di seguito, un estratto dal catalogo della mostra:

Cinque cognomi, parole metonimiche. Parole prive di corpo, tutto e niente. Diverse realtà possibili convivono: il progetto, l’intenzione modulare, la forma inespressa del pensiero, il solo colore, il colore solo.

Stephen Kaltenbach negava lo statuto dell’opera affermandone solo l’involucro. Art Work erano le sue indicazioni per disfarsi del contenuto all’apertura del contenitore. E poi Hanne Darboven che indicizzava tempo ed esperienze traducendoli in numeri, cifre, formule. E ancora On Kawara che trasformava i luoghi in segni comunicativi, cartoline di una narrazione temporale ossessiva. Ma la stagione del concettuale ci ha anche raccontato la tautologia della parola in Boetti e in Kosuth che illuminava le definizioni per farne sentenze tautologiche. Le strisce cromatiche di Daniel Buren ricavando il ritmo dal contesto, riportavano lo sguardo sull’ambiente in cui le opere stavano con geometrico rigore. La natura dell’immagine come archetipo di Zbigniew Rybczyński faceva eco all’atomismo iconografico di Chuck Close che scomponeva e ricomponeva come oggi Joan Foncuberta.

Vittorio Asteriti, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Piero Chiariello e Meri Tancredi sembrano essere i pendoli di quell’esperienza che oscilla tra la nostalgia del dire e la sua impossibilità. Le tracce dell’assenza di un Mel Bochner sono le vestigia materiali e virtuali di Meri Tancredi che metabolizza il tempo vissuto in un tempo dai residui performativi.

Non tutte le idee hanno bisogno di concretarsi fisicamente. Il discorso, il testo, sostituisce l’oggetto, l’opera. La parola luminosa e illuminata di Manuela Bedeschi è solo una variante formale delle possibilità che l’idea può assumere quando si fa retorica ed enunciato puro. L’opera non può stare nella convenzione, entro un ingombro, una dimensione, una misura, un peso. Ne sente la sofferenza anche quando il colore di Tiziano Bellomi ci rimanda alla pittura come atto, gesto, materia. Le strisce di colore sono ritmo, massa, verticalità o orizzontalità, vibrano per
gli accostamenti di Vittorio Asteriti che con l’apparente oggettività delle cromie, genera spazi comunicanti tra anima e mondo.

Solo le idee possono occupare uno spazio, generare valori formali, fisici della materia. L’opera si costruisce in assenza di certezza formale. Si pone prima della sua origine o nel suo disfacimento per eccessiva prossimità. I pixel di Piero Chiariello ricompongono l’unità perduta tra grafico e iconografico, riportandoci alla struttura geometrica a cui Jan Dibbets riportò il caos del morbido, del difforme naturale.


Così questa esperienza del “cognome” per non nominare le cose, mostra la vastità irriconducibile di ogni discorso sull’arte. L’ immagine abituale è pellicola sottile, uno strato di pensiero che riveste la realtà. La bellezza è potenza in-espressa dell’idea. Un’idea si può visualizzare, ma solo in noi.

Simone Azzoni, curatore della mostra.