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Vittorio Asteriti – Wallpapers for your phone #12

Mazzacana Gallery è lieta di presentare le sei opere d’arte digitale realizzate da Vittorio Asteriti per la mostra Wallpapers for your phone #12, che gode del coordinamento scientifico e testo critico di Greta Alberta Tirloni.

Clicca per leggere il testo critico di Greta Alberta Tirloni

Nel progetto dell’artista Asteriti, le Geometrie sono proprio dotate di sensibilità nella loro semplicità: la sua pittura geometrica di linee è davvero nell’arte contemporanea italiana e internazionale, nel solco di Mondrian e Rothko, di Sol Lewitt e Daniel Buren, artisti di opere astratte tra l’arte concettuale e il minimalismo, con utilizzo delle linee di colore come elemento fondamentale.

Le pitture di olio di Asteriti sono “Declinazioni Cromatiche”, come recitava un suo progetto espositivo, testimonianza dell’importanza del colore nell’Arte Contemporanea. Ed ancora, il colore di Asteriti porta l’osservatore “Oltre la linea”, secondo un altro suo progetto espositivo.

Nella produzione pittorica, l’artista supera le forme con le sue geometrie di linee affiancate, in cui proprio il colore con il suo alternarsi diviene protagonista, linguaggio minimale ed essenziale come le linee.

Il minimalismo è uno stile di arte, di pensiero, di vita globale: una filosofia di vita che libera l’individuo dalle complessità e lo incentra sulle qualità essenziali, su ciò che è fondamento della quotidianità. In arte, il minimalismo riflette sulla semplicità e ricchezza dello spazio assoluto, sulla ripetizione dell’oggetto in uno spazio che si dilata e in un tempo che scorre, sollecitando nell’osservatore la percezione diretta di spazio tempo ed oggetto.

Asteriti sviluppa la sua ricerca artistica minimale nella sintesi tra linea e colore, quasi tra materia e spirito, una ricerca espressa nelle alternanze di linea e colore, con anche alternanze di luminosità e intensità, che invitano l’osservatore quasi ad immergersi e perdersi nello spazio compositivo della tela, uno spazio che si dilata, come Yves Klein invitava l’osservatore ad impregnarsi nel Blu assoluto dei suoi monocromi.

Le opere Linee dunque sono un’indagine sulle ampie possibilità espressive del minimalismo geometrico della successione cromatica, priva di componenti figurative o di racconto, ma davvero ricche di significato.

La produzione di Asteriti ricorda infatti la “teoria della linea” di Platone (esposta in Repubblica, Libro VI): una rappresentazione metaforica dei gradi della conoscenza, divisa tra il mondo sensibile (il mondo della opinione/doxa) e quello intelligibile (il mondo della scienza/episteme). 

La linea in Platone rappresenta una scala ascendente dal visibile al puro pensiero. La linea indica perciò il passaggio dalla conoscenza imperfetta (delle immagini, degli oggetti) alla conoscenza vera (dei concetti matematici, della dialettica). 

Al Mondo Sensibile (opinione) appartengono eikasía (immaginazione/ombre) e pístis (credenza/cose sensibili).

Al Mondo Intelligibile (scienza) appartengono diánoia (ragionamento matematico) e nóesis (intellezione/dialettica).

Così quelle linee dell’arte di Asteriti indicano e conducono lungo la via della conoscenza intelligibile, matematica, astratta e universale, come lo zen del vuoto indica la via per l’assoluto. 

Una fitta sequenza di linee verticali, di larghezza e colore variabile, occupano interamente lo spazio delle superfici delle tele, allineate in modo rigoroso, matematico, senza interruzione del bordo superiore o inferiore. L’osservatore è invitato a seguire il movimento verticale e l’alternanza del ritmo cromatico. La disposizione non presenta simmetrie o programmate gradazioni tonali, ma una successione casuale però con una distribuzione equilibrata di intensità, saturazione, luminosità. L’effetto ottico complessivo è quello di un tessuto policromo denso, di una simultanea leggibilità di tutte le linee. Ad una visione di dettaglio, attenta e meditata, appaiono soffici variazioni nella stesura dell’olio e un contrasto tra i colori subordinato alla regolarità formale delle linee, aggiungendo profondità per la fruizione dell’osservatore. La successione delle linee evoca l’elemento tempo, come successione di istanti. Ogni striscia si presenta come una unità di colore ed una unità temporale autonoma, in relazione alle altre. L’ assenza di un punto focale centrale o di una prospettiva sposta l’attenzione proprio su questo processo olistico di successione fisica e temporale, e sulla durata della visione unitaria e d’insieme, sottolineando la dimensione anche temporale dell’atto percettivo.

L’ opera sollecita perciò un coinvolgimento attivo dello spettatore che, da vicino o lontano modifica le condizioni di lettura cromatica. Da vicino emerge il dettaglio delle linee delle opere, da lontano si presenta la vibrazione ottica d’insieme della pittura, con l’alternarsi dei colori.

A dimostrazione della ricchezza di sollecitazioni dell’arte minimale come quella di Asteriti, come la ricchezza del vuoto Zen dell’Oriente.

I lavori dell’artista saranno esposti in galleria per la visione al pubblico e fruibili in via digitale – e download gratuito – a partire delle ore 18:30 di domenica 5 aprile 2026 e fino al termine della rassegna, il 10 maggio.

Vittorio Asteriti, Linee 1 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 1, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery
Vittorio Asteriti, Linee 2 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 2, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery
Vittorio Asteriti, Linee 3 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 3, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery
Vittorio Asteriti, Linee 4 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 4, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery
Vittorio Asteriti, Linee 5 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 5, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery
Vittorio Asteriti, Linee 6 - Wallpapers for your Phone #12
Vittorio Asteriti, Linee 6, 2026, marker acrilici su carta Arches 100% cotone 300g, 15 x 21 cm, Mazzacana Gallery

Vittorio Asteriti – Biografia

Vittorio Asteriti, nato a Crotone nel 1984, frequenta l’Università della Calabria laureandosi in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo con tesi in Storia dell’Arte Contemporanea. Oltre alla sua mostra personale “Materia” nel 2016 al MACK – Museo d’Arte Contemporanea di Crotone, ha preso parte a diverse mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 2019 sono entrate nella collezione privata del Four Seasons Hotel di Londra 50 opere inedite. Nel 2023 è tra i 10 artisti selezionati per la collettiva “Decennale” a cura di Enzo Battarra, progetto espositivo/editoriale di CASA TURESE ArteContemporanea che ha documentato dieci anni di attività della galleria; sempre nel 2023 la collettiva presso Spazio Bedeschi a Verona, curata da Simone Azzoni. Nel 2024 è contemporaneamente protagonista di due importanti collettive, “Geometrie sensibili” il nuovo progetto espositivo di CASA TURESE ArteContemporanea e “La pittura geometrica contemporanea italiana”, presso Spazio Bedeschi. Tra le mostre più recenti, la personale “Declinazioni Cromatiche” progetto espositivo della galleria DAVIDECOFFA ArteContemporaneda a Casale Monferrato e la bipersonale “Oltre la linea” con Vincenzo Frattini a cura di Carina Leal presso la galleria Febo&Dafne di Torino. Nella sua produzione pittorica abbandona le forme per concedere spazio al colore, protagonista assoluto, nella sua essenzialità. La sua ricerca si fonda sulla sintesi gestuale e materica che si esprime senza filtri nelle modulazioni lineari; modificando la saturazione, la luminosità e l’intensità del colore sfrutta la luce per creare orizzonti vibranti, che invitano l’osservatore ad immergersi e perdersi nello spazio compositivo.

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Paolo Di Capua – Wallpapers for your phone #11

paolo di capua wallpapers mazzacana

Mazzacana Gallery è lieta di presentare le dieci opere d’arte digitale realizzate da Paolo Di Capua per la mostra Wallpapers for your phone #11, che gode del coordinamento scientifico e testo critico di Greta Alberta Tirloni, nonché della collaborazione di Piero Chiariello. I lavori dell’artista saranno esposti in galleria per la visione al pubblico e fruibili in via digitale – e download gratuito – a partire delle ore 18:30 di domenica 8 febbraio 2026 e fino al termine della rassegna, l’8 marzo.

L’opera di Paolo Di Capua richiama e fa riflettere l’osservatore su molto dell’arte e della storia dell’arte. E sollecita il pensiero sulle “pieghe” dell’esistenza: felicità e tristezza, consolazione e desolazione, alto e basso, pieno e vuoto.

E le pieghe ricordano il mare, il suo movimento, le sue onde, il suo essere in costante divenire eracliteo  e mutazione. Come appunto un mandala orientale, che realizzato poi si disfa: il nulla nel tutto.

Il che ricorda l’importanza dei temi orientali del vuoto e della sottrazione: il minimo e semplicità, come l’elisir e la sostanza sottile alchemica diffusa e presente in tutta la materia dell’universo, essenza e distillato, da ricercare, raggiungere e conquistare, nei laboratori artistici.

Quelle pieghe onde sono come gli aforismi dell’«oscuro» Eraclito,  profondi quanto le profondità raggiunte dai tuffatori. Gli aforismi e le onde sono come l’oracolo greco che non dice né nasconde, ma indica. 

Aforismi e linee pieghe che indicano simboleggiano testimoniano. 

Ma sono anche una “confezione” dell’esistenza umana stessa, quasi ad avvolgerla, proteggerla, difenderla.

Le opere con le loro onde e pieghe, come dice l’artista, presentano unione di componenti opposte. Opposizione di interno ed esterno, spiritualità e materialità, debolezza e forza, leggerezza e peso, immobilità e gesti ed azioni, scritto e parlato, immagini e realtà, movimento ed equilibrio stabile, fluidità e densità. E l’immagine, l’oggetto, lo spazio dell’arte vogliono essere sempre specchio profondo dell’artista.

La materialità dell’opera e la sua “povertà”, con la semplicità, stimolano la spiritualità nell’osservazione, come in un pavimento a scacchi il bianco si alterna e si unisce al nero, con la sottile linea di demarcazione che separa ed unisce gli opposti, proprio come le linee e le pieghe nelle opere dell’artista.

Greta Alberta Tirloni
Paolo Di Capua, La prima delle cinque stagioni, 2026, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La prima delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La seconda delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La terza delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La quarta delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La quinta delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La sesta delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La settima delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, L’ottava delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La nona delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery
Paolo Di Capua, La decima delle cinque stagioni, 2026, rilievo su legno di tiglio, 35 x 25 x 3 cm, Mazzacana Gallery

Paolo Di Capua – Biografia

Paolo Di Capua è nato a Roma nel 1957. Dal 1976 al 1981 ha frequentato i Corsi di Architettura e Storia dell’Arte presso l’Università La Sapienza. Nel 1985 si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ stato allievo dello Scultore Lorenzo Guerrini e della Storica dell’Arte Lorenza Trucchi. Dall’inizio degli anni ’80 ha tenuto mostre personali e collettive in Italia, Germania, Corea del sud, U.S.A., Svizzera, Marocco, Cina e Spagna. Nel 1992 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Arti Visive in Spagna, presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università La Laguna’, Isole Canarie, Spagna. Dal 2001 è responsabile per la programmazione espositiva che si tiene all’interno di HyunnArt Studio. Nell’ottobre 2007 ha realizzato un’opera permanente (mt.7×18) per la Facoltà di Ingegneria, dell’Università Han Yang di Seoul, Erica Campus. Dal 2007 al 2011 ha tenuto un corso di insegnamento sulle relazioni tra Arte Visiva e Architettura, presso il Dipartimento di Architettura della stessa Università Han Yang. Nel 2010 ha tenuto la sua mostra personale ”Il Senso del Tatto” nel Museo Civico di San Gimignano. Nel 2011 ha esposto l’opera “Crescita di piante notturne” (h. cm 350) in fusione di alluminio e acciaio nell’Il Shin Building a Seoul per la 54^ Biennale di Venezia, Padiglione Italia nel Mondo. Nel 2013 la sua opera ” Crescita di Piante Notturne” è stata acquisita dal Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Seoul. Paolo Di Capua ha tenuto lectures sul suo lavoro in Corea del sud, presso l’Università Han Yang di Seoul, a Pechino presso l’Istituto Italiano di Cultura, presso la sede a Roma dell’Università Cabot. 

La sua mostra personale “Natura Umana” si è tenuta presso l’Istituto Italiano di Cultura a Rabat, Marocco, 2019/20. Il video “me”, girato nel proprio studio, è stato proiettato in pubblico nell’aprile 2022, presso il locale “CasaDante” in Roma, nell’ottobre dello stesso anno presso la Biblioteca Baratta a Mantova e nel gennaio 2023 a Barcellona presso Espronceda Center of Arts and Culture.

Mentre prosegue a Hyunnart Studio la programmazione in cui Paolo Di Capua ospita mostre di altri artisti, Di Capua in collaborazione con la scrittrice Rita Iacomino, ha pubblicato i due libri d’artista “Segni di Versi” e “Segni con Versi”. Da maggio a settembre 2024 ha tenuto mostre personali a Roma, presso il Museo C. Bilotti a Villa Borghese (curata da Mario de Candia e con un’intervista in catalogo di Carlo Alberto Bucci) e da dicembre ’24 a gennaio ’25 nella Galleria Nube di Oort. Ha realizzato, su indicazione di Giuseppe Appella, un presepe d’autore che è stato esposto presso il Polo Museale di Castronuovo S. Andrea per il Natale ’24 ed esposto insieme ad altre opere per il Natale ’25 presso la Fondazione Tito Balestra a Longiano.

Dal settembre al novembre 2025 si è tenuta la sua antologica presso il Museo Martorell di Barcellona.

Manifesto Paolo Di Capua
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Pittura italiana – La pittura geometrica contemporanea italiana

Mazzacana Gallery torna a esporre nelle sale di Spazio Bedeschi in occasione della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI, e di ArtVerona. La mostra collettiva, dal titolo Pittura italiana: La pittura geometrica contemporanea italiana, a cura di Simone Azzoni, vedrà la presenza di una selezione di dipinti realizzati dagli artisti Vittorio Asteriti, Daniele Bacci, Manuela Bedeschi, Tiziano Bellomi, Vincenzo Frattini e Rolando Tessadri.

L’inaugurazione della mostra è fissata a sabato 12 ottobre alle ore 17:00 nelle sale espositive di Spazio Bedeschi, “uno studio d’artista che ospita l’arte”, in via del Bersagliere 8E (Verona) e sarà visitabile fino al 9 novembre dal martedì alla domenica, dalle 15:00 alle 19:00.

Il catalogo della mostra è disponibile per la consultazione.

Prosegue con questo dialogo espositivo la ricerca di una pittura che, nel paradigma del contemporaneo, coniughi gli attraversamenti metodologici sulla coabitazione di spazio, luce, progetto. Qui dunque il formalismo estremo sfiora l’astrazione e il concettualismo investiga i perimetri della pittura aniconica, cercando di svincolarsi tanto dalla canonica bidimensionalità, quanto dal rigore dell’ortogonalità.

I lavori esposti portano ognuno nella direzione di un contemporaneo libero da nostalgie e passatismi. Questa ci sembra la chiave di lettura di un progetto che traccia una mappa italiana, un portolano tra artisti e luoghi in cui la pittura coniuga il rigore assoluto delle forme con freschezza istintuale. Un fil rouge che s’impone come tema di dibattito oltre la tela.

Un bipolarismo estetico storico tra figura e pensiero, atto e conoscenza.

Da una parte la pittura cerca la luce, si fa luce. Oltre la materia, ma senza rinunciarvi per essere elettronica o digitale. La tessitura geometrica di cromie iridescenti si aggrappano al supporto e ai suoi confini. Le superfici astratte e vibranti creano un unico linguaggio pittorico che declina mutazioni continue.

Dall’altra il formalismo quasi estremo, riesce ad essere sintesi della edificio architettonico dello spazio ospitante. Strutture sfilacciate, atmosferiche precedono o seguono gli sviluppi rettilinei, adamantini della pittura. E tutto sta insieme. La forma del vuoto convive con la dialettica dei pieni. Il dettaglio della resa linguistica, la genesi di forme e disposizioni, si perde nell’emotività del colore. La razionalità dell’astrazione oggettiva si fa interpretazione del confine, dell’orizzonte: quello della cornice, quello dello spazio. Un nuovo paradigma del contemporaneo.

Simone Azzoni, curatore della mostra.

Per maggiori informazioni: mazzacanagallery@gmail.com